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LE TORRI DI AVVISTAMENTO

Lungo tutta la costa di Maratea è possibile vedere i resti di sei torri di avvistamento: Crini, Acquafredda, Apprezzami l’Asino, Caina, Filocaio, Santa Venere. Le torri erano poste a difesa dell’abitato, per segnalare il pericolo di pirati.

 

A base quadrata, furono costruite dagli spagnoli del VI sec. per difendersi dagli attacchi dei Saraceni.

IL CASTELLO

Il Castello di Maratea è il centro urbano più antico del territorio di cui si conservano tracce considerevoli.

Posta sulla cima del monte San Biagio, era una cittadina fortificata, e pertanto ancora oggi gli abitanti di Maratea vi si riferiscono con il nome de “il Castello”.

La cittadina sorse tra l’VIII e il IX secolo, epoca in cui le incursioni dei Saraceni rendevano malsicure le zone costiere, su un preesistente plesso religioso pagano. Secondo alcune tesi, questo plesso religioso era stato precedentemente riadattato al culto cristiano come eremo basiliano.

 

 

Le abitazioni dell’antica Marathia Superior, così chiamata nella toponimia latina, separate le une dalle altre da stretti vicoli e artistici angiporti, presentavano caratteristiche di miniaturizzazione, in quanto lo spazio disponibile sulla cima del monte era molto limitato: le case, pur non mancando di nessuna comodità, avevano le stanze più piccole del normale ma erano anche perfettamente autosufficienti, in quanto la maggior parte di esse disponeva anche di un piccolo giardino per il pascolo.

Alla zona abitata, che sorgeva sul lato sud della cima del monte, ed era difesa naturalmente da uno strapiombo di circa 200 metri, si contrapponeva una zona militare, posta sul lato nord, e difesa da mura e da torrioni.

Nel Castello sorgeva anche un mastio, armato con due cannoni e due spingarde.

 

 

Per accedere alla cittadina così fortificata vi erano due porte: Porta Santa Maria, che rappresentava l’ingresso principale, posta sul versante meridionale della vetta del monte, e Porta dei Carpini, posta sul versante opposto.

Sebbene questo abitato iniziò a decadere d’importanza con la nascita della nuova Maratea di Sotto, e il suo definitivo abbandono ebbe inizio dopo l’assedio francese del 1806, oggi conserva ancora il suo ruolo di cuore religioso di Maratea, in quanto ospita la Basilica di San Biagio. In più, vi si trova anche la bellissima ed imponente Statua del Cristo Redentore.

L’ISOLA DI SANTOJANNI

L’area archeologica dell’isola di Santo Janni è un sito di archeologia subacquea.

L’area si è rivelata ospitare il più grande giacimento di ancore e anfore di epoca romana del Mar Mediterraneo sinora esplorato.

 

Gli esemplari rinvenuti sono oggi esposti al museo di Palazzo De Lieto a Maratea.

Nel corso degli scavi archeologici sono stati inoltre riportate alla luce una serie di vasche in cocciopesto, di epoca romana, adatte alla macerazione del pesce utilizzato nella preparazione del “garum”, un famoso ingrediente tipico della cucina degli antichi romani, e una serie di vasche d’allevamento nella zona a sud dell’isolotto.

Tali manufatti fanno pensare a Maratea come uno dei più importanti “centri produttivi” di questo alimento di tutta la costa tirrenica.