La Basilica di San Biagio

Riferimento centrale della fede marateota è la Basilica di San Biagio, all’interno della quale è collocata la Regia Cappella, sacello in marmi pregiati costruito nel 1619 e che custodisce  le reliquie di San Biagio, vescovo e martire armeno, patrono di Maratea, insieme al busto del Santo in argento, copia dell’originale settecentesco di scuola napoletana recentemente rubato.

La tradizione vuole che l’attuale Chiesa sia sovrapposta ad un antico tempio pagano dedicato alla dea Minerva del quale però non è stato mai trovato alcuna evidenza archeologica.

Presumibilmente la Basilica di San Biagio è databile intorno al VI-VII sec. d.C., epoca nella quale si suppone sia stata fondata, da una comunità di monaci basiliani, Maratea Superiore.

La Basilica, intitolata in origine alla Madonna delle Grazie, cambiò il suo nome in onore di S. Biagio, Vescovo d’Armenia, le cui reliquie furono portate a Maratea nel 732 d.C..

La leggenda narra che una furiosa tempesta fece fermare la nave che trasportava le reliquie del Martire e quelle di San Macario presso l’isolotto di Santo Ianni.

I Marateoti vedevano dal castello la nave ferma circondata da una luce divina.

Placata la tempesta, una forza misteriosa tratteneva la nave, impedendole di prendere il mare.

Questo fu inteso come il segno della volontà del Santo di volersi fermare a Maratea.

Le reliquie furono dunque sbarcate e portate nella Chiesa, e solo allora la nave, con il suo equipaggio, riuscì a ripartire.

Diversi rimaneggiamenti, avvenuti soprattutto dal 1700 sino a pochi anni fa, ne hanno cambiato l’aspetto, restituendoci oggi un interno sobrio, che dovrebbe richiamare l’originale stile architettonico.

Il 10 agosto del 1940 Papa Pio XII elevò la Chiesa a Basilica Pontificia.

Il cuore del Santuario è sicuramente rappresentato dalla Regia Cappella, che custodisce l’antica urna in pietra contenente il torace e parte del cranio di San Biagio, e la statua del busto del Santo in argento, realizzata dallo scultore Romano Vio nel 1979, copia dell’originale, realizzata da Domenico De Blasio a Napoli nel 1706, rubata nel 1976 e mai più ritrovata.

L’appellativo di Regia Cappella deriva dallo Jus Patronato acquisito nel 1619 dal re di Napoli Filippo IV con una donazione di 1000 ducati.

Ogni anno si narra si verifichi il prodigio della Sacra Manna, che sotto forma di un liquido, gocciola dalle colonne e dall’urna del Santo, e alla quale si attribuiscono miracolose proprietà di guarigione.

Maratea festeggia San Biagio, suo protettore, con una festa di quattro giorni che termina la seconda domenica di maggio di ogni anno.