La Chiesa Madre

Nella parte alta del paese, in posizione dominante, si leva massiccia la struttura della Chiesa di Santa Maria Maggiore detta anche Chiesa Madre. È la chiesa principale di Maratea, edificata su una preesistente chiesa della quale si conservano resti di un catino absidale con tracce di affreschi databili al XIV secolo. Nei secoli successivi, e soprattutto nel ‘700, viene arricchita di elementi architettonici nel portico d’ingresso e di opere d’arte all’interno.

Sulla lunga facciata laterale costruita sulla caratteristica piazzetta, sono visibili i resti di un portale gotico e due raffinati angeli oranti marmorei, attribuiti alla bottega di Tommaso Malvito, morto a Napoli nel 1524.

Della stessa provenienza è una pregevole statua di alabastro, collocata in una nicchia raffigurante la Madonna degli Angeli, donata dalla famiglia Ginnari e datata 1646. Retrostante all’altare si impone il Coro ligneo formato da due parti, la prima risalente al XV secolo e la seconda terminata nel 1729 dall’intagliatore lucano Marco De Santis. E’ considerato tra i più belli e artistici della Basilicata. Di notevole fattura sono le statue lignee: la Madonna delle Grazie con Bambino del XVIII secolo, San Vito e San Michele Arcangelo.

Tra i dipinti sono da segnalare l’olio su tavola raffigurante l’Immacolata di ottima qualità pittorica, datato 1690, la tela della Trinità realizzata da Francesco Oliva di Mormanno nel 1760, la Natività con adorazione dei pastori e Santi Martiri di scuola napoletana e la tela ottocentesca raffigurante San Biagio tra due colonne che trasudano la miracolosa manna.

Il soffitto è stato recentemente restaurato. Su un altare laterale un’urna contiene le reliquie di San Donato.