Archivio della categoria: a Cersuta

RENA D’U NASTRU

La spiaggia nota come Rena d’u Nastru è una bellissima spiaggia, posta tra l’abitato di Cersuta e la roccia dove sorge la Torre Apprezzami l’Asino.

Anche questa spiaggia si è formata nel 1894, quando i materiali di risulta della ferrovia venivano scaricati, tramite un nastro trasportatore, sulla costa, da qui anche il nome.

Molto bella è la passeggiata su questa spiaggia durante l’inverno, che consente di ammirare la luce del tramonto infilarsi nella Grotta dei Palombi, posta nella sua estremità meridionale.

SPIAGGETTA RENA D’A CARRUBA

La spiaggia nota come Rena d’a Carrubba è più che altro un piccolo arenile di ciottoli posto a nord di Cersuta, in uno dei tratti più caratteristici della costa di Maratea.

Al di sopra di questa spiaggia si trova la Grotta di Cersuta, nota anche come Grotta della Provvidenza, dalla quale sgorga una sorgente di acqua dolce.

Gli anziani raccontano che questa grotta fu scoperta per caso da un giovanissimo pastore che, durante una giornata di maggio del 1843, per vincere la noia, lanciava pietre verso la costa.

Ma una delle pietre, invece di restituire l’eco della pietra, attraversò l’entrata della grotta, allora completamente coperta dalla vegetazione, e fece un tonfo come in una pozza d’acqua.

Subito accorsero tutti gli abitanti di Cersuta, che allora dovevano recarsi fino ad Acquafredda per prendere l’acqua, e fu gran festa per la scoperta e per lo splendido interno della grotta, che venne quindi liberata dalla fitta vegetazione.

SPIAGGETTA DI CAPO LA NAVE

La spiaggia della Renicedda, è una minuscola spiaggetta posta proprio sotto le case di Cersuta.

A nord di questa spiaggia si trova la punta detta Capo la Nave, che nasconde una triste leggenda.

Si racconta che, in un tempo remoto, una nave passasse presso la costa di Cersuta, quando la tranquilla navigazione fu bloccata da un’improvvisa tempesta, che spingeva pericolosamente la nave verso le rocce della costa. Il capitano della nave, temendo per la sua vita e per quella del suo equipaggio, che comprendeva anche suo figlio ancora bimbo, cercò in ogni modo di evitare l’urto, ma nulla poté la mano dell’uomo contro la furia del vento e delle onde.

Il legno della nave si infranse contro gli scogli della punta, e il capitano, unico superstite, dovette piangere la perdita dei suoi uomini e di suo figlio.